Apnee Notturne: una Silenziosa Minaccia alla Postura e al Benessere

Il termine apnea deriva dal greco antico e significa “mancanza o interruzione di respiro”.

Finché permane come atto volontario, come accade nelle immersioni subacquee o quando non si vuole inalare fumo, non ha rilevanza. Laddove diventa involontaria, essendo di fatto correlata a una anossia (mancanza di ossigeno) pericolosa per il nostro corpo, allora diventa patologica.

L’apnea notturna (in inglese OSAS – Obstructive Sleep Apnea Syndrome) è un disturbo del sonno frequentemente ignorato, nonostante le sue vaste ripercussioni sulla qualità del riposo e sul benessere complessivo degli individui, inclusa la loro postura.

Questa condizione è caratterizzata da interruzioni temporanee della respirazione o da respiri anormalmente superficiali durante il sonno, colpendo milioni di individui in tutto il mondo, trasversalmente per età e sesso.

Tabella dei Contenuti

Come si presentano?

Questo disturbo del sonno dove avviene una respirazione irregolare durante la notte, è caratterizzato da pause respiratorie che possono durare da alcuni secondi ad alcuni minuti, e possono verificarsi fino a oltre 30 interruzioni all’ora.

E’ una condizione cronica che, interrompendo il sonno, genera una qualità del sonno scadente con conseguente affaticamento diurno.

Di solito la respirazione normale, quando riprende, comporta russamento o un suono di soffocamento.

Spie che indicano una OSAS sono le seguenti:

Durante il Giorno

  • aritmia cardiaca
  • sonnolenza eccessiva con episodi di addormentamento diurno, anche improvviso e per pochi minuti (i cosiddetti colpi di sonno)
  • deficit di memoria e di concentrazione (a causa del debito di ossigeno del cervello durante la notte)
  • impotenza maschile e calo della libido nelle donne

Al Risveglio

  • mal di testa
  • bocca asciutta

Durante la Notte

  • sudorazione
  • improvvisi risvegli con tachicardia
  • sonniloquio (parlare nel sonno)
  • russamento
  • nocturia (necessità di alzarsi più volte nella notte per urinare).

Tipologie di apnee notturne

Esistono due tipi di apnee notturne:

  1. l’apnea ostruttiva del sonno
  2. l’apnea centrale del sonno.

1 - Apnea Ostruttiva del Sonno (AOS)

E’ la forma più comune, e si verifica quando i muscoli della gola si rilassano eccessivamente durante il sonno causando un blocco parziale o totale delle vie aeree, il che può ridurre o interrompere completamente il flusso d’aria per periodi di tempo variabili. Quando il cervello registra la mancanza di ossigeno, risveglia parzialmente la persona per riaprire le vie respiratorie, originando forte russamento o soffocamento.

2 - Apnea Centrale del Sonno (ACS)

Forma meno comune, si verifica quando il cervello non invia i segnali corretti ai muscoli che controllano la respirazione. Questo significa che, per brevi periodi, l’individuo smette completamente di respirare. L’ACS è spesso legata a condizioni mediche che influenzano il sistema nervoso centrale, come l’insufficienza cardiaca e le malattie cerebrovascolari.

In base alla gravità del disturbo, le OSAS si classificano in:

  • OSAS del sonno lieve à da cinque a 14 episodi di apnea in un’ora;
  • OSAS del sonno moderata à da 15 a 30 episodi di apnea all’ora;
  • OSAS del sonno severa à oltre trenta episodi di apnea per ora.

Meccanica dell’ostruzione

L’ostruzione nelle apnee notturne coinvolge diversi fattori fisiologici e anatomici che portano alla riduzione o al blocco del flusso d’aria attraverso le vie aeree superiori durante il sonno.

Essa avviene per fasi:

1 – Rilassamento muscolare: durante il sonno i muscoli di tutto il corpo si rilassano, compresi quelli che sostengono le vie aeree superiori (nasofaringe, orofaringe e ipofaringe), questo soprattutto durante il sonno REM (Rapid Eye Movement), la fase associata ai sogni.

2 – Restringimento delle vie aeree: il rilassamento dei muscoli può portare a un restringimento delle vie aeree, esacerbato in alcuni da altri fattori come l’anatomia delle vie aeree ( una mandibola corta, tonsille ingrossate), l’obesità (che può aumentare il tessuto adiposo intorno al collo esercitando ulteriore pressione sulle vie aeree), e la posizione assunta.

3 – Vibrazione e collasso: quando l’aria passa attraverso le vie aeree ristrette, può causare la vibrazione dei tessuti circostanti, che è comunemente nota come russamento. In alcuni casi, le vie aeree possono collassare interrompendo il flusso d’aria.

4 – Risposta del corpo: la mancanza d’aria riduce l’ossigeno nel sangue, causando una risposta di emergenza da parte del cervello che risveglia parzialmente il soggetto per farlo respirare. Questi risvegli (arousal) sono di solito così brevi che la persona non li ricorda, portando a un sonno frammentato e non riposante.

Incidenza nella popolazione: età e genere

L’apnea notturna colpisce sia uomini che donne, anche se è più comune negli uomini, colpendo maggiormente gli adulti più anziani.

Il disturbo da AOS è una condizione spesso associata all’obesità: studi recenti mostrano infatti che circa la metà delle persone che ne sono affette è obesa e che la prevalenza di apnea notturna nella popolazione moderatamente sovrappeso (uomini e donne) è di circa il 40%.

Le stime parlano di quasi 1 miliardo di persone colpite nel mondo e in Italia, in età tra i 30 e i 69, gli affetti da questa sindrome si aggirano su circa 6,8 milioni (20,5%) (≥5 eventi/h), di cui circa 4 milioni (12%) con grado moderato-grave.

Tuttavia, è largamente sotto-diagnosticata, ma quando lo si riesce è sempre importante curarla per evitare gravi conseguenze.

Cause ed effetti

Episodi di apnea si possono verificare anche durante una crisi epilettica, mentre nei bambini, soprattutto nei neonati, rappresenta una spia di immaturità dell’apparato oro-faringeo, ma può anche essere il sintomo di una condizione congenita piuttosto seria.

Le crisi di apnea più comuni sono però quelle che si verificano nel sonno.

Comprensibilmente le OSAS producono un continuo stress che mette a rischio la salute del cuore, rappresentando un fattore di sviluppo delle malattie cardiovascolari. Le conseguenze sono facilmente intuibili: quando la respirazione è assente per diversi secondi, il cuore è costretto ad accelerare bruscamente la frequenza cardiaca e la percentuale di ossigeno che arriva al cervello può scendere sino al 60% (normalmente è al 90% e più).

Tutte ragioni per intervenire tempestivamente e la gravità dipende dal numero di episodi.

Tre differenti studi presentati al congresso dell’European Respiratory Society hanno mostrato che chi soffre di apnee notturne è maggiormente a rischio di avere problemi cognitivi, di sviluppare coaguli implicati nel tromboembolismo venoso profondo e potrebbero aumentare il rischio cancro.

1 – Effetti a livello cerebrale = da uno studio dei ricercatori dell’Università di Losanna è emerso che le apnee notturne negli anziani sono associate a un peggior declino cognitivo rispetto a chi non ne soffre (conoscenze, capacità di ragionamento, di organizzare pensieri e attività, prendere decisioni etc.).

2 – Aumento rischio di tromboembolismo = lo studio dei ricercatori dell’Angers University Hospital, ha evidenziato che coloro che trascorrevano più del 6% della notte con livelli di ossigeno nel sangue inferiori al 90% hanno quasi raddoppiato il rischio di sviluppare tromboembolismo venoso profondo rispetto a chi non soffre di apnee notturne, dato che si aggiunge a quelli consolidati sull’aumento del rischio infarto e ictus.

3 – Aumento rischio di cancro = quello realizzato in Svezia grazie ai dati del Swedish National Cancer Registry, ha mostrato che vi è una correlazione tra il soffrire di apnee notturne e un aumentato rischio di sviluppare un tumore. Dall’analisi è emerso che il rischio era maggiore nei casi in cui l’apnea del sonno era di forma moderata-grave.

Alcune delle possibili conseguenze e complicanze di un’apnea notturna non diagnosticata e soprattutto severa, possono essere:

  • Disturbi respiratori, in particolare in chi già soffra di asma o di broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO)
  • Disturbi cardiaci, come ipertensione, aritmie, e persino ictus e infarto
  • Disturbi del metabolismo, ipercolesterolemia, sindrome da insulino-resistenza e diabete di tipo due da iperglicemia
  • Disturbi epatici e fegato grasso (steatosi epatica)
  • Reflusso gastroesofageo
  • Disturbi nella circolazione periferica con conseguenze quali edemi delle gambe
  • Indebolimento del sistema immunitario
  • Deficit di memoria, confusione mentale e aumento del rischio di demenza senile
  • Depressione, anche se la OSAS difficilmente ha cause esclusivamente psicologiche, può avere pesanti conseguenze sul fronte psico-emotivo e dell’umore, proprio per via del deficit di ossigeno e per la sintomatologia estremamente invalidante che comporta
  • Stato di affaticamento generale
  • Calo della libido dovuta alla riduzione nella produzione di testosterone che l’apnea del sonno comporta.

Impatto sulla Postura

L’impatto delle apnee notturne sulla postura è un argomento di crescente interesse nella comunità scientifica e clinica, in quanto gli studi evidenziano connessioni significative.

Il sonno disturbato e la costante lotta per mantenere aperte le vie respiratorie possono causare tensione nei muscoli del collo e delle spalle, portando a dolore e a una postura compromessa durante il giorno.

  • Tensione muscolare: i muscoli del collo e delle spalle possono diventare tesi nel tentativo di facilitare la respirazione durante la notte e questa tensione può persistere durante il giorno, portando a una postura rigida e a dolori muscolari che possono alterare l’allineamento naturale del corpo.
  • Affaticamento e debolezza muscolare: l’affaticamento cronico dovuto a un sonno di scarsa qualità può contribuire alla debolezza muscolare, in particolare al collo e alla schiena, risultando meno capaci di sostenere una postura eretta e corretta che può portare a posture compensate che, nel tempo, possono causare squilibri muscolari e alterazioni strutturali.
  • Riduzione dell’attività fisica: l’insonnia cronica e la stanchezza possono ridurre la motivazione e l’energia necessarie per l’attività fisica regolare e la mancanza di esercizio può indebolire ulteriormente i muscoli fondamentali per una buona postura.
  • Scelte di stile di vita: le persone affette da OSAS possono sviluppare determinati comportamenti o stili di vita, come sedentarietà o cattive abitudini alimentari, che possono contribuire all’obesità. Essa può esacerbare sia le apnee notturne che i problemi posturali, creando un ciclo vizioso.

Apnee notturne e malocclusione

La malocclusione, ovvero un allineamento improprio dei denti e/o una chiusura scorretta delle arcate dentarie, può avere un rapporto significativo con le apnee notturne.

Questo legame si basa sul modo in cui la struttura e la posizione dei denti, della mandibola e delle altre strutture orali influenzano le vie aeree superiori.

Ecco alcuni aspetti chiave di questa correlazione:

  • Riduzione delle vie aeree à la malocclusione può contribuire alla riduzione dello spazio nelle vie aeree superiori ( una mandibola retrusa può spingere la lingua verso la parte posteriore della gola, riducendo lo spazio aereo e aumentando il rischio di ostruzione durante il sonno).
  • Alterazione della posizione della lingua à la posizione e la funzione della lingua sono cruciali per mantenere aperte le vie aeree e le malocclusioni possono alterare la posizione normale della lingua, che, se spinta verso il retro della bocca, può contribuire all’ostruzione delle vie aeree durante il sonno.
  • Effetti sulla postura della testa e del collo à alcuni individui con malocclusione possono adottare una postura compensatoria della testa e del collo per facilitare la respirazione, stressando i muscoli del collo e della spalla e influenzando negativamente le vie aeree, potenzialmente aggravando l’apnea notturna.
  • Impatto sullo sviluppo facciale à nei bambini le malocclusioni possono influenzare lo sviluppo facciale e delle vie aeree che solo un trattamento ortodontico tempestivo può intervenire sull’allineamento dei denti e favorire un sano sviluppo delle vie aeree, potenzialmente riducendo il rischio di apnea notturna in età adulta.

L’approccio kinesiologico dello Studio Medico Pantani

Una diagnosi corretta dovrebbe sempre essere eseguita da un professionista sanitario che può valutare la storia del paziente, i sintomi e, se necessario, prescrivere esami diagnostici come risonanza magnetica per escludere altre cause di quel problema .

Il primo passo invece per accertare una malocclusione è una accurata visita gnatologica-kinesiologica -posturale , una visita a 360° senza effetti collaterali.

Una volta identificato con certezza il problema, la soluzione è l’utilizzo di un RIP (Riposizionatore Posturale). Si tratta di uno speciale dispositivo intra-orale realizzato su misura per quel paziente  da posizionare tra le due arcate per un periodo di tempo variabile.

Il sollievo dal dolore è rapido e il miglioramento (fino alla completa risoluzione della patologia) dipende dal tempo e dai vari interventi di stabilizzazione decisi dallo gnatologo.

Scopri il Programma Postura Ok

Nasce dall’interazione tra 3 SCIENZE:

  • La POSTUROLOGIA permette di verificare quali catene muscolari sono alla base dei dolori del Paziente
  • L’ODONTOIATRIA e più specificatamente la GNATOLOGIA (una sua specializzazione) permette di trattare le malocclusioni che sono alla base dei disturbi del Paziente (70% dei casi nella statistica personale).
  • La KINESIOLOGIA ci dice qual è la causa o le cause delle alterazioni posturali alla base dei dolori e indica le correzioni da apportare per ripristinare una postura corretta.

 L’efficacia del Programma Postura OK è ben documentata dalle testimonianze che trovi su questo sito e sul nostro canale YouTube di centinaia di pazienti che, in quasi 40 anni, si sono affidati al nostro programma terapeutico per migliorare sensibilmente la qualità della loro vita e risolvere definitivamente i loro disturbi.

Esistono numerose ricerche scientifiche che dimostrano una correlazione tra benessere psico-fisico ed equilibrio dell’ingranaggio dentale e tra queste le linee guida presentate dal Ministero della Salute (vedi pubblicazione del 2017 sul link sottostante).

Cosa dicono i nostri pazienti del Programma Postura Ok?

Testimonianze Video

Guarda le nostre testimonianze video e scopri come i nostri pazienti hanno risolto i loro problemi.

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