DOLORE E PSICHE: come gestire il dolore

Il dolore è una sensazione familiare a tutti gli individui, a prescindere dall’età o da qualsiasi altra variabile.

Esso può variare da lieve fastidio a condizione cronica e debilitante.

È un segnale critico del nostro corpo che indica un problema in atto.

Tuttavia, quando il dolore diventa cronico, può avere un impatto profondo sulla qualità della vita, influenzando sia la salute fisica che la salute mentale.

Tabella dei Contenuti

Classificazione del dolore per “DURATA”

Dolore Normale (Acuto)

Il dolore acuto è una risposta protettiva del corpo a una lesione o potenziale danno.

I nocicettori (recettori specializzati per il dolore) rilevano stimoli potenzialmente dannosi e trasmettono segnali attraverso le fibre nervose al midollo spinale e quindi al cervello, grazie a diversi centri inclusi il talamo e la corteccia cerebrale che percepiscono e interpretano il dolore.

Il dolore acuto spesso causa una risposta immediata del sistema nervoso simpatico, che può includere aumento della frequenza cardiaca, della pressione sanguigna e cambiamenti nel respiro.

Generalmente il dolore acuto è di breve durata, diminuendo man mano che la lesione guarisce. Serve come segnale per evitare ulteriori danni o per prestare attenzione a una specifica area del corpo.

Il modello Cartesiano del dolore. Fonte:“Nociception, Pain, Negative Moods, and Behavior Selection” 2015, di V.Apkarian e M.N. Baliki

Dolore Cronico

Nel dolore cronico, i percorsi del dolore possono diventare alterati e ipersensibilizzati.

Questo fenomeno è noto come “sensibilizzazione centrale“, dove il sistema nervoso diventa più reattivo al dolore.

Il dolore cronico può coinvolgere percorsi neurali diversi da quelli del dolore acuto. Ad es. aree del cervello associate all’emozione, alla cognizione e alla memoria possono essere più attive, influenzando la percezione del dolore.

A differenza del dolore acuto, il dolore cronico persiste oltre il normale periodo di guarigione e può non avere una causa fisica evidente.

Dolore Intermittente

Il dolore intermittente si manifesta a intervalli, alternando periodi senza dolore a episodi di dolore acuto.

L’incertezza di quando il dolore riapparirà può aumentare lo stress e l’ansia, influenzando così la percezione e la gestione del dolore.

Può essere difficile da diagnosticare e trattare, poiché i sintomi vanno e vengono, rendendo difficile individuare una causa precisa.

Classificazione del dolore per CAUSA o ORIGINE

Dolore Nocicettivo

Questo tipo di dolore è il risultato di un danno tessutale o di un’infiammazione che stimola i nocicettori, i sensori del corpo specificamente progettati per rilevare danni fisici, che arrivano al sistema nervoso centrale.

Il dolore nocicettivo è in genere ben localizzato e può essere descritto come acuto, pulsante o sordo, come nel caso di un taglio, un’emorragia o un’infiammazione.

Dolore Neuropatico

Il dolore neuropatico è causato da danni o malfunzionamenti del sistema nervoso stesso, sia periferico che centrale.

Può derivare da condizioni come il diabete (neuropatia diabetica), infezioni come l’herpes zoster (nevralgia post-erpetica), o lesioni del midollo spinale. I pazienti descrivono spesso questo dolore come una sensazione di bruciore, pizzicore o come “colpi di corrente”.

Dolore Psicogeno

l dolore psicogeno, attualmente poco usato, si riferisce al dolore che è influenzato o causato da fattori psicologici piuttosto che da danni fisici o malattie.

Può essere difficile da diagnosticare perché non ha una causa fisica evidente e può essere collegato a condizioni come la depressione, l’ansia o i disturbi somatoformi.

Il dolore psicogeno è reale quanto il dolore fisico e richiede un approccio terapeutico che spesso coinvolge la salute mentale.

Incidenza nel mondo

Si stima che la maggior parte delle persone sperimenti qualche forma di dolore acuto almeno 1 volta nella vita, spesso associato a lesioni, interventi chirurgici e altre condizioni mediche acute.

Il dolore cronico è una sfida sanitaria globale significativa: secondo alcune stime, circa il 20% degli adulti soffre di dolore cronico, e tra il 10% e il 15% della popolazione mondiale soffre di dolore cronico moderato a severo, dovuto specialmente a condizioni come l’artrite, il mal di schiena e le cefalee.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riporta che il mal di schiena è una delle principali cause di disabilità in tutto il mondo.

L’incidenza del dolore può variare notevolmente a seconda di fattori come l’età, il genere, lo status socio-economico e la regione geografica. Ad es. le malattie correlate al dolore come l’artrite tendono ad essere più prevalenti nelle popolazioni anziane.

Esiste poi un’ampia disparità nell’accesso al trattamento del dolore: in caso di basso o medio reddito, l’accesso a cure adeguate per il dolore è limitato, il che può influenzare le statistiche sull’incidenza e la gestione del dolore.

Impatto del dolore sulla vita quotidiana

Il dolore cronico ha un impatto profondo su vari aspetti della vita di una persona, influenzando non solo la salute fisica ma anche la dimensione emotiva, sociale e professionale.

Tra le principali conseguenze:

  • Limitazioni Fisiche = Riduzione della mobilità e l’agilità, rendendo difficili compiti semplici come alzarsi, camminare o sollevare oggetti; può portare a disabilità e diminuire l’indipendenza nella vita quotidiana.
  • Impatto sul Lavoro = Riduzione della capacità di mantenere un lavoro a tempo pieno, influenzando la produttività, aumentando il numero di giorni di malattia e potenzialmente portando a un precoce ritiro dal lavoro. La difficoltà di concentrazione e la fatica cronica possono ulteriormente compromettere le prestazioni lavorative.
  • Attività Quotidiane = Le routine quotidiane possono diventare estenuanti. Attività che una volta erano semplici, come fare la spesa, cucinare o fare le faccende domestiche, possono diventare sfide notevoli.
  • Qualità del Sonno = Il dolore può disturbare il sonno, portando a insonnia o riduzione del sonno riposante, che può influenzare negativamente l’energia, l’umore e la capacità di gestire il dolore.
  • Impatti Economici = Ci sono anche significativi oneri finanziari legati al dolore cronico, inclusi i costi per i trattamenti medici continui, i dispositivi di assistenza e la perdita di reddito a causa della ridotta capacità lavorativa.

Impatto più forte è dato dall’influenza del dolore sull’umore e nelle relazioni interpersonali

Influenza del dolore cronico sull’umore e nelle relazioni interpersonali

Il dolore cronico può limitare le attività sociali a causa della fatica e del bisogno di riposo frequente, portando a isolamento sociale.

Le relazioni personali possono essere messe sotto stress a causa della tensione continua e dell’irritabilità che il dolore può causare.

Ad es. un dolore costante può ridurre la soglia di tolleranza di una persona, rendendola più facilmente irritabile e ciò può causare tensioni con amici, familiari e colleghi di lavoro.

Una persona che soffre di dolore persistente può sentirsi sopraffatta e sperare in pochi miglioramenti, portando a sentimenti di disperazione e tristezza che possono influenzare le interazioni sociali.

L’anticipazione del dolore e la preoccupazione su come gestirlo possono generare ansia e questo stato di allerta continua può portare a stress, che può essere percepito e influenzare negativamente il rapporto con gli altri.

L’interazione di questi fattori può creare un ciclo negativo dove il dolore cronico danneggia le relazioni e la qualità delle relazioni influisce sul benessere emotivo della persona che soffre, potenziando ulteriormente il dolore percepito.

Pertanto, è cruciale per le persone con dolore cronico ricevere sostegno psicologico e sociale adeguato.

Il dolore cronico è associato a un rischio maggiore di depressione, ansia e altri disturbi dell’umore.

Essendo poi un’esperienza soggettiva, non viene compreso completamente da altri, che possono sottovalutarne l’intensità o le conseguenze portando a sentimenti di solitudine e incomprensione.

La gestione del dolore a lungo termine può causare o esacerbare problemi di salute mentale, che a loro volta possono peggiorare la percezione del dolore, creando un ciclo vizioso.

Il dolore cronico può influenzare la vita di coppia, riducendo il desiderio sessuale e l’intimità fisica, che sono componenti importanti di una relazione romantica.

Il ruolo all’interno della famiglia può cambiare a causa del dolore cronico. Ad es. un genitore potrebbe non essere più in grado di partecipare alle attività con i figli o un partner potrebbe doversi assumere maggiori responsabilità, alterando la dinamica familiare.

Gestione del Dolore

La gestione del dolore è un campo complesso che richiede un approccio olistico e multidisciplinare.

Per una gestione efficace del dolore si consigliano i seguenti passi:

  1. Valutazione (include l’analisi della storia del dolore, l’intensità, la durata, i fattori aggravanti e quelli che lo alleviano)
  2. Diagnosi (Identificazione della causa sottostante del dolore attraverso esami fisici, test diagnostici e, se necessario, consulenza specialistica)
  3. Trattamenti:
    1. Trattamenti farmacologici (analgesici non oppioidi per il dolore lieve-moderato, analgesici oppioidi per dolore moderato-severo o adiuvanti)
    2. Terapie fisiche e riabilitative (fisioterapia, terapia occupazionale, tecniche di modulazione del dolore)
    3. Interventi invasivi (blocchi nervosi, neuroablazione, impianti di stimolazione del midollo spinale o pompe di analgesici)
    4. Terapie complementari e alternative (agopuntura, mindfulness e meditazione, chiropratica)
  4. Supporto Psicologico (terapia cognitivo-comportamentale, couseling, gruppi di supporto)
  5. Strategie di Autogestione (tecniche di rilassamento, respirazione profonda)
  6. Attività fisica regolare
  7. Stile di vita corretto come dieta, idratazione, gestione sonno
  8. Monitoraggio efficacia trattamento
  9. Comunicazione tra il paziente e il team di assistenza sanitaria per assicurare che il piano di gestione del dolore sia seguito correttamente.

Dolore e fibromialgia

Quando siamo in presenza di un dolore muscolo-scheletrico, non articolare, cronico, diffuso, in assenza di alterazioni significative all’esame obiettivo e ai controlli laboratoristici e radiologici, siamo presenti di fronte a un quadro sintomatico di fibromialgia.

Il dolore associato alla sindrome fibromialgica (FM) è cronico e può essere descritto come un dolore costante, spesso accompagnato da fitte, bruciore o rigidità muscolare.

Le parti più interessate sono i muscoli e le loro inserzioni tendinee, i legamenti e i tessuti periarticolari.

La sua diagnosi avviene attraverso l’esclusione di altre condizioni mediche e l’identificazione di specifici criteri clinici.

I dolori cronici derivati da disfunzioni dell’ATM

Le disfunzioni dell’ATM (Apparato Temporo-Mandibolare) non adeguatamente curati, possono causare una sofferenza decennale che inizia con un dolore sull’articolazione nella regione davanti all’orecchio e che continua con dolori cervico-brachiali con cefalea.

Non vanno escluse parafunzioni e cattive abitudini come:

  • la cattiva postura durante il lavoro (computer, telefono, etc),
  • digrignamento dei denti o bruxismo,
  • abitudini sportive o hobbistiche frequenti nei nuotatori, suonatori di violino o flauto, ad ultimo lo stress, stato di tensione muscolare generalizzata che sottopone le articolazioni temporo-mandibolari a una maggiore pressione.

Il dolore cronico provocato da una disfunzione ATM, a sua volta potrebbe contribuire al processo di sensibilizzazione centrale, con un sistema nervoso centrale diventato ipersensibile agli stimoli dolorosi e può portare ad alterazioni nel modo in cui i muscoli e le articolazioni funzionano e interagiscono. Tutto ciò influenza il modo in cui il corpo percepisce e gestisce il dolore.

Malocclusione e dolore cronico

Una malocclusione dentaria può contribuire a instaurare le condizioni che causano la disfunzione temporo-mandibolare.

Problemi come denti non allineati, perdita di elementi dentali, e disallineamento osseo di mandibola e mascella possono generare stress sui muscoli circostanti, che diventano ipertesi.

A tal proposito è necessario rivolgersi a un professionista odontoiatra-gnatologo, che può intervenire sul problema specifico, applicando nel caso un apparecchio intraorale, come quello che il Dr. Massimo Silvio Pantani, nel Programma PosturaOK, chiama RIP (Riposizionatore Posturale).

Una riabilitazione dentale porterà un riequilibrio di tutto l’ATM, fino alla risoluzione totale del dolore cronico derivante da una sua disfunzione.

La visita gnatologica

Durante la visita odonto-kinesi-posturale presso lo Studio Pantani, viene effettuato un test occluso-kinesi-posturale privo di effetti collaterali, che permette al medico di diagnosticare l’origine e/o le disfunzioni che sono alla base di cefalee, cervicalgie, vertigini, acufeni, lombalgie e dolori articolari. Per la sua natura, priva di effetti collaterali e secondari, è praticabile anche su bambini e donne in gravidanza.

Scopri il Programma Postura Ok

Nasce dall’interazione tra 3 SCIENZE:

  • La POSTUROLOGIA permette di verificare quali catene muscolari sono alla base dei dolori del Paziente
  • L’ODONTOIATRIA e più specificatamente la GNATOLOGIA (una sua specializzazione) permette di trattare le malocclusioni che sono alla base dei disturbi del Paziente (70% dei casi nella statistica personale).
  • La KINESIOLOGIA ci dice qual è la causa o le cause delle alterazioni posturali alla base dei dolori e indica le correzioni da apportare per ripristinare una postura corretta.

 L’efficacia del Programma Postura OK è ben documentata dalle testimonianze che trovi su questo sito e sul nostro canale YouTube di centinaia di pazienti che, in quasi 40 anni, si sono affidati al nostro programma terapeutico per migliorare sensibilmente la qualità della loro vita e risolvere definitivamente i loro disturbi.

Esistono numerose ricerche scientifiche che dimostrano una correlazione tra benessere psico-fisico ed equilibrio dell’ingranaggio dentale e tra queste le linee guida presentate dal Ministero della Salute (vedi pubblicazione del 2017 sul link sottostante).

Cosa dicono i nostri pazienti del Programma Postura Ok?

Testimonianze Video

Guarda le nostre testimonianze video e scopri come i nostri pazienti hanno risolto i loro problemi.

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