Fibromialgia: una sindrome complessa, non una malattia

La fibromialgia è spesso fraintesa come una malattia tradizionale e porta con sè miti comuni da sfatare.

In realtà, è un insieme complesso di sintomi e segni clinici, il cui elemento più caratteristico è il dolore cronico diffuso nell’apparato muscolo-scheletrico, accompagnato da una serie di altri disturbi.

Non essendo una malattia in senso tradizionale (poiché non è causata da un agente patogeno specifico o da una condizione anatomica ben definita), la fibromialgia deve essere classificata come una “sindrome”.

Pertanto, vista la sua natura multisistemica e complessa, la varietà dei sintomi che possono presentarsi, la sindrome fibromialgica richiede un approccio olistico e personalizzato per la sua gestione.

Tabella dei Contenuti

Incidenza della fibromialgia

La fibromialgia è una sindrome abbastanza comune nella popolazione generale, raggiungendo una prevalenza del 3-6% a livello mondiale.

E’ più frequente nelle donne rispetto agli uomini (dal 75% al 90% dei casi) e può svilupparsi a qualsiasi età, con prevalenza nella fascia di età 20-50 anni di qualsiasi gruppo etnico (Fonte National Fibromyalgia Association).

Un tentativo di definizione

Attualmente viene definita come sindrome fibromialgica (FM) una forma di dolore muscolo-scheletrico, non articolare, cronico, diffuso, in assenza di alterazioni significative all’esame obiettivo e ai controlli laboratoristici e radiologici.

La fibromialgia è caratterizzata da un insieme complesso di sintomi e la sua diagnosi avviene attraverso l’esclusione di altre condizioni mediche e l’identificazione di specifici criteri clinici.

Le parti più interessate sono i muscoli e le loro inserzioni tendinee, i legamenti e i tessuti periarticolari.

Tale sintomatologia dolorosa si accompagna, all’esame obiettivo, alla presenza di aree di intensa dolorabilità alla digitopressione, definite tender points (TPs), localizzate in corrispondenza di alcune inserzioni tendinee o nei ventri muscolari stessi. 

I termini più comunemente utilizzati dal malato per descrivere il dolore sono “scottante”, “bruciante”, “vibrante”, “battente”, “martellante”, “profondo”, “tagliente”. È frequente anche il riferimento ad una sensazione di “ammaccatura generalizzata”.

Il fatto che il paziente riferisca di provare “dolore ovunque” risulta utile nel differenziare la fibromialgia da altre condizioni.  

 

La difficoltà diagnostica

La diagnosi differenziale tra fibromialgia e altre cause di dolore cronico è di fondamentale importanza, in quanto molti dei sintomi scheletrici ed extra-scheletrici caratteristici della fibromialgia possono essere riscontrati in numerose altre malattie. 

La fibromialgia, inoltre, può essere trovata in associazione con patologie diverse reumatiche e non, aumentando il rischio di commettere errori diagnostici. 

Un oceano di sintomi

I sintomi della fibromialgia possono essere distinti in:

  1. sintomi più comuni e tipici
  2. sintomi frequenti ma meno classici
  3. sintomi aggiuntivi

Sintomi Comuni

Tra i sintomi comuni abbiamo:

  • il dolore generalizzato
  • la fatica
  • il sonno non ristoratore. 

Il dolore cronico diffuso che dura da almeno 3 mesi è il sintomo principe per definizione.

Le sedi in cui il dolore viene più comunemente riscontrato sono il tratto lombare, il collo, le spalle, le braccia, le mani, le ginocchia, le anche, le cosce, le gambe, i piedi e la zona anteriore del torace.

La gravità e la localizzazione del dolore possono variare a seconda dei giorni, con l’aggravante del freddo, umidità, ansia, stress, sovraccarico o inattività, sonno disturbato e il rumore.

La faticabilità (presente dal 75% al 90% dei pazienti che va differenziata dalla sonnolenza), che insorge al mattino è un parametro importante per valutare la gravità della sindrome: quanto più questa è precoce, tanto maggiore è la severità della fibromialgia. Il mattino è il momento peggiore della giornata per un malato di fibromialgia, a cui segue la seconda parte del pomeriggio e la sera (differenzia sostanziale con l’artrite dove il dolore si presenta tipicamente la notte e la mattina). Avendo fatto un sonno inadeguato, i pazienti riferiscono infatti di sentirsi già stanchi al risveglio o addirittura più stanchi di quando sono andati a letto. Grande è l’affaticabilità conseguente a un esercizio fisico, a uno stress psicologico o a uno sforzo mentale, e la fatica sembra inoltre essere in diretta correlazione con il dolore e la disabilità funzionale.

Altri sintomi comuni caratteristici della fibromialgia sono: allodinia (dolore suscitato da uno stimolo in genere non in grado di generare dolore), iperalgesia (risposta dolorosa esagerata a uno stimolo), dolore persistente.

Il terzo dei sintomi cardine della fibromialgia è il sonno non ristoratore: sono circa il 75% i pazienti che riferiscono la presenza di disturbi del sonno (come ipersonnia, insonnia precoce, media o tardiva, risvegli frequenti, sonno leggero o irregolare, riposo diurno, inversioni del ritmo sonno-veglia).

Viene talvolta a crearsi un circolo vizioso, dove il sonno non adeguato aggrava il dolore il quale, a sua volta, va a disturbare il sonno.

Studi affermano inoltre:

  • che i disturbi del sonno possono contribuire alla genesi dei punti tender;
  • che in circa il 30% dei pazienti si è in presenza della sindrome delle gambe senza riposo (necessità irrefrenabile di muovere gli arti inferiori);
  • che le apnee notturne e altre disfunzioni del respiro possono peggiorare la qualità del sonno del soggetto fibromialgico.

2. Sintomi Frequenti

Altri sintomi di possibile riscontro nella fibromialgia sono:

  • la mialgia diffusa
  • le disfunzioni muscolari
  • la rigidità (non solo articolare, ma anche generalizzata)
  • la sensazione di gonfiore ai tessuti molli
  • le parestesie.

3. Sintomi Aggiuntivi

Si tratta di sintomi di tipo neurologico quali:

  • disturbi percettivi
  • disturbi cognitivi (facile distrazione, difficoltà di concentrazione, rallentamento nei gesti, deficit della memoria a lungo termine e della memoria di lavoro)
  • instabilità spaziale e temporale
  • fenomeni da sovraccarico sensoriale
  • cefalea
  • peggioramento delle performance linguistiche quando il paziente è affaticato (difficoltà nella scrittura e nella lettura, nel ripetere i vocaboli e nel parlare, dislessia).
  • manifestazioni neuroendocrine e autonomiche (aritmia, ipotensione, stordimento, vertigini, instabilità vasomotoria, instabilità della temperatura, intolleranza a caldo o freddo, disturbi respiratori, disturbi della motilità intestinale o vescicale, dismenorrea, perdita di adattabilità e tolleranza allo stress, appiattimento emozionale, depressione reattiva)

Disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare. 

Disfunzioni ATM e fibromialgia: una via di fuga?

L’articolazione temporo-mandibolare (ATM) si avvale di molti legamenti che la sorreggono e stabilizzano.

Come tutte le articolazioni del nostro corpo, quella temporo-mandibolare può soffrire di tutte le patologie caratteristiche delle articolazioni e quindi:

  • traumatiche (traumi, fratture e contusioni, un colpo al mento in occasione di sport, aggressione o incidente stradale, colpi di frusta, trauma masticatorio, trauma da seduta odontoiatrica prolungata)
  • sistemiche (artrite reumatoide, sclerosi sistemica, sclerodermia, gotta)
  • malformative(microsomia emifacciale o la sindrome di Treacher-Collins)
  • tumorali
  • biomeccaniche (le più comuni, rappresentano l’80% delle patologie dell’articolazione)

Non vanno escluse parafunzioni e cattive abitudini come:

  • la cattiva postura durante il lavoro (computer, telefono, etc),
  • digrignamento dei denti o bruxismo,
  • abitudini sportive o hobbistiche frequenti nei nuotatori, suonatori di violino o flauto, ad ultimo lo stress, stato di tensione muscolare generalizzata che sottopone le articolazioni temporo-mandibolari a una maggiore pressione.

Disturbi dell’ATM non adeguatamente curati possono causare una sofferenza decennale che inizia con un dolore sull’articolazione nella regione davanti all’orecchio e che continua con dolori cervico-brachiali con cefalea:

  • Una disfunzione dell’ATM può provocare dolore cronico, che a sua volta potrebbe contribuire al processo di sensibilizzazione centrale, fenomeno che vede il sistema nervoso centrale diventare ipersensibile agli stimoli dolorosi (tratto caratteristico della fibromialgia).
  • Lo stress può esacerbare i sintomi dell’ATM e, allo stesso tempo, contribuire allo sviluppo o al peggioramento dei sintomi della fibromialgia, inclusi il dolore e la fatica.
  • La disfunzione dell’ATM può portare ad alterazioni nel modo in cui i muscoli e le articolazioni funzionano e interagiscono che possono influenzare il modo in cui il corpo percepisce e gestisce il dolore, potenzialmente contribuendo allo sviluppo di sintomi simili a quelli della fibromialgia.

L’alterazione dell’ATM si potrebbe valutare con test muscolari kinesiologici quando i consueti esami diagnostici (TAC, RM, RX ed esami ematochimici) hanno dato esiti negativi.

Un approccio kinesiologico – posturale e gnatologico (vista la alta frequenza della malocclusioni alla base dei disturbi posturali) può, in moltissimi casi, individuare una problematica gnatologica.

La visita occluso-kinesi-posturale

In base a questo tipo di visita approfondita a 360° sul paziente, seguendo il Programma Postura OK da lui ideato, il Dr. Massimo Silvio  Pantani valuta l’eventuale utilizzo di un dispositivo intra-orale (Riposizionatore Posturale) in grado di correggere la malocclusione e di conseguenza risolvere la sofferenza algica.

Con questo nuovo approccio diagnostico e terapeutico, molti pazienti a cui era stata diagnostica una fibromialgia inguaribile, possono ritrovare il benessere e la serenità, finalmente liberi dal dolore.

Scopri il Programma Postura Ok

Nasce dall’interazione tra 3 SCIENZE:

  • La POSTUROLOGIA permette di verificare quali catene muscolari sono alla base dei dolori del Paziente
  • L’ODONTOIATRIA e più specificatamente la GNATOLOGIA (una sua specializzazione) permette di trattare le malocclusioni che sono alla base dei disturbi del Paziente (70% dei casi nella statistica personale).
  • La KINESIOLOGIA ci dice qual è la causa o le cause delle alterazioni posturali alla base dei dolori e indica le correzioni da apportare per ripristinare una postura corretta.

 L’efficacia del Programma Postura OK è ben documentata dalle testimonianze che trovi su questo sito e sul nostro canale YouTube di centinaia di pazienti che, in quasi 40 anni, si sono affidati al nostro programma terapeutico per migliorare sensibilmente la qualità della loro vita e risolvere definitivamente i loro disturbi.

Esistono numerose ricerche scientifiche che dimostrano una correlazione tra benessere psico-fisico ed equilibrio dell’ingranaggio dentale e tra queste le linee guida presentate dal Ministero della Salute (vedi pubblicazione del 2017 sul link sottostante).

Cosa dicono i nostri pazienti del Programma Postura Ok?

Testimonianze Video

Guarda le nostre testimonianze video e scopri come i nostri pazienti hanno risolto i loro problemi.

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